I progetti della FARO

Protezione Famiglia

Il Progetto Protezione Famiglia nasce in sintonia con il principio delle cure palliative che vuole prendersi carico anche di una parte fondamentale della vita di un paziente: la sua famiglia. Nel difficile momento della malattia di un caro è infatti importante fornire alla famiglia gli strumenti che le consentano di stargli accanto nel modo più sereno possibile.

Il Progetto Protezione Famiglia ha lo scopo di offrire un supporto concreto e una guida nel tortuoso percorso della malattia alle famiglie più vulnerabili, quelle cioè che presentino al loro interno fragilità nella gestione della malattia, della morte del malato e successivamente dell'elaborazione del lutto

L’obiettivo è perseguito attraverso la costruzione di una rete di supporti assistenziali psicologici e sociali a sostegno di famiglie nelle quali sono presenti:

  • bambini, adolescenti o giovani adulti
  • il solo coniuge, spesso anziano
  • altri membri colpiti da patologia organica o disabilità
  • patologia psichiatrica e/o grave disagio
  • tossicodipendenza o etilismo
  • difficoltà di integrazione linguistica e culturale
  • recenti esperienze traumatiche o di perdita.

Il Progetto Protezione Famiglia realizza quindi un sistema di specialisti personalizzato sul nucleo famigliare preso in carico: integra l'équipe medico-sanitaria in assistenza con figure professionali quali lo psicologo, l'educatore, l'assistente sociale, il consulente legale esperto in diritto della famiglia, l'assistente domiciliare, lo specialista per l’infanzia e il volontario.

Il Progetto Protezione Famiglia, per il riconoscimento della sua importanza e della sua funzionalità, oggi è attivo non solo all'interno della Fondazione FARO onlus ma anche per le famiglie dei pazienti di molti altri centri del territorio torinese e provincia.

Numerose associazioni e fondazioni hanno collaborato e collaborano attualmente alla realizzazione del progetto e la Rete Oncologica del Piemonte e Valle d’Aosta sta attivando servizi per le famiglie fragili in numerosi presidi di oncologia delle due Regioni.

La FARO dopo

La morte di un familiare o di una persona cara può rappresentare una delle esperienze più dolorose della vita umana. Si definisce lutto la reazione emotiva, psicologica ed esistenziale attraverso la quale si elabora la separazione dalla persona perduta.

Il difficile passaggio attraverso sentimenti di rabbia, dolore, senso di irrealtà, inutilità, tristezza e perdita del senso della vita, dovrebbe approdare con la ripresa della propria forza vitale e il reinvestimento delle energie nel progetto di vita.

Non sempre il percorso del lutto si svolge in modo fisiologico e talvolta diviene più complesso fino al rischio di sfociare in un quadro depressivo o in una forma di lutto cronico che impedisce alla persona di recuperare la fiducia e l’amore per la vita.

La Fondazione FARO ha attivato il progetto FARO oltre, un percorso di sostegno all’elaborazione del lutto con l’obiettivo di:

- favorire l’elaborazione dei sentimenti e dei vissuti legati alla perdita,

- contrastare l’isolamento sociale e la solitudine,

- prevenire il lutto complicato

- favorire la creazione di reti sociali significative.

La FARO, che ha assistito il malato e la famiglia durante il periodo della malattia, può ancora essere un sostegno dopo la perdita.

Le risposte di supporto al lutto che il servizio può offrire sono mirate e personalizzate alle caratteristiche di ciascun percorso di elaborazione della perdita. Gli operatori coinvolti in FARO oltre sono soprattutto gli psicologi e dai volontari che collaborano a costruire una rete associativa ed un calendario annuale di iniziative informali e momenti aggregativi per contrastare l’isolamento e la solitudine che può connotare il lutto.

Gli interventi possono essere sia individuali (supporto psicologico e psicoterapia di breve durata) sia collettivi (gruppi di supporto al lutto).

La FARO a scuola

Il progetto FARO a scuola avvicina gli adolescenti al tema della malattia e della morte: i giovani sono accompagnati nella riflessione sul fine vita, ma anche sullo stare accanto al morente.

Il progetto risponde alle istanze di diffusione delle cure palliative volute dalla Legge 38/2010 e stimola riflessioni sul fine vita e sull’accompagnamento al morente attraverso il contatto diretto fra il mondo delle cure palliative - gli operatori FARO -  e la scuola superiore pubblica. La nascita e la realizzazione del progetto sono frutto di una stretta collaborazione tra un gruppo di volontari con esperienza di insegnamento, gli operatori della Fondazione FARO e i professori di diversi Istituti Superiori di Torino e provincia.

Avviato grazie alla collaborazione con il Centro Servizi Didattici di Torino, il progetto FARO a scuola si rivolge a studenti e docenti del 4o e 5o anno di classe delle scuole di secondo grado. Gli operatori impegnati nel progetto presentano l'attività al corpo docenti e ne illustrano contenuti, modalità e finalità degli interventi. Una volta in aula, il progetto si realizza in uno scambio diretto tra il mondo delle cure palliative, la scuola e gli adolescenti.

FARO a scuola ha molteplici scopi: se da un lato i giovani sono stimolati allo sviluppo di una riflessione autonoma rispetto ai difficili temi che ruotano attorno alla morte, dall'altro il progetto consente a tutti di conoscere le singole esperienze cittadine in questo ambito, favorendo il confronto tra le diverse realtà e aiutando ad affrontare insieme la reintroduzione di un tema diventato tabù nella nostra società.

Il gruppo di lavoro che interviene in classe è composto da psicologi, volontari dell’Associazione Amici della FARO onlus e insegnanti e prevede anche l’intervento integrato con professionisti quali medici, infermieri e oss della Fondazione FARO.